CURIOSITA’ SONORE: l’Arrangiamento Perfetto.

È frequente che la memoria di una composizione musicale sia associata al suo arrangiamento strumentale.  Spesso, infatti, la si immagina arricchita da una vasta gamma di strumenti, quasi a formare un’orchestra.  Personalmente, mi capita di riscontrare tale fenomeno, e ogni volta mi stupisco nel constatare che, in realtà, la composizione si avvale di un numero limitato di strumenti, solitamente tre o quattro.  Pertanto, un arrangiamento efficace non si misura in termini di quantità di strumenti, bensì nella loro sapiente distribuzione all’interno dello spettro delle frequenze, unitamente a un’attenta gestione degli effetti e dei volumi.  Sebbene l’inserimento di strumenti possa risultare relativamente semplice, la loro rimozione rappresenta una sfida ben più complessa, che affronto quotidianamente.  Ogni strumento deve poter godere di uno spazio sonoro adeguato, tuttavia, tali spazi si sovrappongono frequentemente.  Frequenze simili possono generare interferenze, ad esempio tra cassa e basso: uno strumento può prevalere sull’altro, oppure i suoni possono annullarsi reciprocamente, dando origine a un fenomeno noto come inversione di fase.  (Al contrario, se utilizzata correttamente, l’inversione di fase consente di attenuare o eliminare suoni e rumori indesiderati, come avviene nelle cuffie con cancellazione di rumore, ma questo argomento merita un approfondimento separato).

L’ultimo brano che mi ha colpito per la sua raffinata semplicità d’arrangiamento è “Starman” di David Bowie.

Analizziamolo

Questo brano del 1972, pur non essendo privo di sonorità, si distingue per la sua strategicità minimalista.  Proprio per tale caratteristica, la sua percezione sonora risulta amplificata. L’arrangiamento prevede vuoti intenzionali: l’impiego limitato di strumenti alla volta, l’assenza di muri sonori continui, l’uso sapiente di pause e sustain. Il cervello umano, in assenza di stimoli sonori continui, tende a colmare questi spazi, creando l’illusione di un’orchestra inesistente.  Pur essendo gli elementi sonori ridotti, ognuno riveste un ruolo fondamentale: la chitarra acustica fornisce la base ritmica e armonica, il pianoforte aggiunge colore e dinamismo, gli archi esprimono una profonda emotività, e la voce si erge a protagonista indiscussa.  Tutti gli elementi collaborano in perfetta armonia, evitando sovrapposizioni sonore.  L’arrangiamento si configura come un puzzle perfettamente assemblato, in cui la dinamica sonora, pur non essendo costantemente elevata, raggiunge picchi di intensità nei momenti più opportuni.

Un ulteriore aspetto di rilevanza è la struttura narrativa del brano. Le strofe presentano un carattere intimo, un pre-ritornello introduce il pezzo, e il ritornello esplode con forza, senza tuttavia appesantire l’arrangiamento.  L’incremento del numero di strumenti non avviene attraverso l’aggiunta di nuove voci, bensì attraverso una variazione nell’interpretazione di quelle già presenti. La voce di Bowie rappresenta il fulcro dell’intera composizione.  Non si limita a una semplice interpretazione melodica, ma assume una connotazione teatrale, modulando l’intenzione espressiva, quasi “dirigendo” l’arrangiamento, adattandosi ad esso, e interpretando il brano con la teatralità tipica di una colonna sonora cinematografica.

Gli archi intervengono nei momenti più opportuni, delineando linee melodiche semplici ma cariche di emozione, spesso raddoppiando o rispondendo alla voce.  Questo approccio crea una sensazione cinematografica con un numero limitato di elementi sonori.  La produzione, tipica degli anni ’70, si caratterizza per l’utilizzo di riverberi naturali, uno spazio stereo ampio e una compressione sonora contenuta, permettendo a ogni suono di “respirare” e di acquisire una maggiore dimensione sonora.

“Starman” rappresenta un perfetto esempio di come una riduzione degli elementi sonori possa stimolare maggiormente l’immaginazione.  In questo modo, il cervello percepisce l’effetto orchestrale quando vi è spazio tra i suoni, l’armonia è chiara e non banale, e conduce efficacemente la narrazione sonora.  Tutto ciò è “Starman”.  Esistono altri esempi di brani che si distinguono per una simile semplicità d’arrangiamento; vi invito a riflettere su quali possano essere.

 

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Gli argomenti di Curiosità Sonore sono presentati in modo semplice e accessibile, con l’intento di stimolare la curiosità del lettore e invogliarlo ad approfondire il tema.

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