CURIOSITÀ SONORE – L’occhio magico EM81
In questo caldo mese di agosto mi è capitato di ritrovare alcuni nastri di famiglia e di recuperare un vecchio registratore a bobine: il mitico LESA Renas LR3 a valvole.

Lo accendo (dopo 50 anni funziona ancora!) e la prima cosa che cattura la mia attenzione è quel piccolo display rettangolare che lentamente si illumina di verde. In un attimo riaffiora il ricordo di quando, da bambino, maneggiavo questo stesso registratore e osservavo meravigliato quel colore comparire dal nulla, accendersi piano piano, quasi fosse vivo.
Quel bagliore verde è il celebre “occhio magico” EM81, un indicatore elettronico a fluorescenza utilizzato soprattutto negli apparecchi a valvole degli anni ’50 e ’60. La sua funzione era quella di fornire un’indicazione visiva del livello del segnale audio, aiutando a regolare correttamente la registrazione ed evitando distorsioni.
Un piccolo dettaglio tecnologico, oggi quasi dimenticato, ma capace ancora di evocare un’intera epoca fatta di valvole, nastri magnetici e ascolti pazienti.
L’EM81 è una vera valvola, con un filamento e un rivestimento fluorescente verde. Ed è ancora molto luminescente.
Non è semplicemente una spia.
È un indicatore del livello di registrazione.
All’interno c’è un piccolo indicatore luminoso (nelle varie versioni poteva essere un indicatore elettromeccanico o una finestrella illuminata) che diventa verde quando il registratore è acceso e, durante la registrazione, varia d’intensità in funzione del segnale audio.
Serve per evitare di registrare:
- troppo piano
- oppure in saturazione.
È l’equivalente semplificato dei VU-meter che si vedono negli studi di registrazione.
Funziona così:
- quando accendo il registratore si illumina di verde;
- durante la registrazione la zona verde si apre e si chiude seguendo il livello audio;
- più il segnale è forte, più la barra cambia forma.
Era il predecessore dei VU meter ad ago e dei LED moderni.
LA STORIA

Il Registratore a nastro bobina LESA (Laboratori Elettrotecnici Società Anonima) è uno dei registratori italiani più interessanti della metà degli anni ’60, costruito intorno al 1965. È ancora un apparecchio a valvole, in un periodo in cui iniziavano ad affacciarsi i primi modelli completamente a transistor.
La disposizione dei tasti e dei comandi sono tipici dei piccoli magnetofoni portatili LESA di quel periodo.
Era una delle più importanti aziende italiane dell’elettronica di consumo, con sede a Milano. Produceva:
- giradischi
- fonovaligie
- registratori a bobina
- componenti elettronici
- meccaniche utilizzate anche da altri costruttori italiani.
Negli anni ’60 era uno dei principali concorrenti di Geloso, Grundig e Telefunken nel settore dei registratori domestici.
Le due prese cuffia

Nella foto si vedono due prese affiancate.
Sono prese jack mono da 3,5 mm, non stereo.
All’epoca era normale avere:
- una presa per cuffia ad alta impedenza;
- una presa per altoparlante esterno o monitoraggio, a seconda della versione.
Per ascoltare oggi puoi usare un adattatore, oppure costruire un cavetto dedicato.
I comandi

Manopola sinistra
Velocità del nastro:
- 9,5 cm/s
- 4,7 cm/s
- 2,4 cm/s
Rotellina centrale
Regolazione del livello di registrazione.
Manopola destra
Volume dell’altoparlante.
Pulsanti
Da sinistra:
- Riavvolgimento
- Registrazione
- Stop
- Pausa
- Riproduzione/avanzamento
L’altoparlante

È un altoparlante dinamico da circa 12 cm, montato internamente, con una qualità sorprendentemente buona per la voce e sufficiente anche per la musica.
Come registra
Il nastro è largo ¼ di pollice (6,35 mm).
Registra due tracce:
- registri tutta la bobina;
- giri la bobina;
- registri sull’altra metà del nastro.
È lo stesso principio dei registratori Geloso e Grundig domestici.
Il microfono originale
Veniva fornito con un:
EMA 5B piezoelettrico
insieme al cavetto di collegamento e alla custodia.
LESA a valvole
L’LR3 è uno degli ultimi registratori LESA a valvole.
Ha ancora:
- l’occhio magico EM81;
- amplificatore completamente valvolare;
- meccanica molto robusta.
Pochi anni dopo LESA passò ai modelli completamente a transistor.
Ed ora non mi resta che avvolgere con con pazienza i nastri malandati, posizionarli sui mandrini portabobina, ed iniziare l’ascolto, osservando i movimenti dell’Occhio Magico.
Verranno digitalizzati inviando l’audio alla RME UFX III, ed in Logic Pro verrano eliminati i rumori.
O forse li lascio, come segno del tempo.
R.B.

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Gli argomenti di Curiosità Sonore sono presentati in modo semplice e accessibile, con l’intento di stimolare la curiosità del lettore e invogliarlo ad approfondire il tema.



