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Curiosità Sonore: Audio Binaurale

Binaurale (dal latino bi = due, auris = orecchio) indica tutto ciò che riguarda l’ascolto con entrambe le orecchie, in modo che il suono sia percepito come spaziale, cioè con una posizione precisa nella testa o nello spazio.

Nel campo dell’audio e della registrazione, una registrazione binaurale è una registrazione realizzata in modo da riprodurre fedelmente la percezione tridimensionale del suono come la sente un essere umano.

Principio acustico

Il cervello umano localizza i suoni grazie a tre tipi di informazioni che arrivano alle orecchie:

1.Differenze di tempo (ITD – Interaural Time Difference)

→ Il suono arriva prima a un orecchio che all’altro.

2.Differenze di livello (ILD – Interaural Level Difference)

→ Il suono è leggermente più forte da un lato.

3.Filtraggio della testa e del padiglione auricolare (HRTF – Head-Related Transfer Function)

→ Le forme della testa e delle orecchie modificano le frequenze del suono in base alla direzione da cui arriva.

Una registrazione binaurale cattura tutte queste differenze per ricreare un effetto tridimensionale realistico.

Come si realizza

1.Con testa artificiale (dummy head)

                  

Due microfoni miniaturizzati vengono inseriti nei “canali uditivi” di un manichino con orecchie e testa modellate come quelle umane (es. Neumann KU 100, 3Dio Free Space).

L’effetto è percepibile solo in cuffia, perché riproduce l’esperienza di ascolto naturale di una persona.

In alternativa all’utilizzo di un manichino, è possibile impiegare la propria testa, inserendo cuffie o microfoni nelle orecchie.  È fondamentale evitare di generare rumori indesiderati attraverso movimenti, pertanto si consiglia di mantenere una posizione statica durante la registrazione.  Sebbene la qualità ottenuta non raggiunga quella dei modelli precedentemente menzionati, i risultati sono comunque notevoli.

Soundman OKM II

 

2.Con tecniche derivate (disco di Jecklin o di Schneider)

•Lo Schneider Disk è una versione successiva e ottimizzata del Jecklin Disk, inventato negli anni ’80 da Jürg Jecklin, ingegnere del suono della Radio Svizzera.

Jecklin Disk

 

Jürgen Schneider propone la variante al Jecklin Disk per una maggiore compatibilità con la riproduzione stereo convenzionale.

Due microfoni omnidirezionali separati da un disco assorbente imitano parzialmente la testa umana.

Serve a imitare — in modo controllato — l’effetto di schermatura e diffrazione che la testa umana produce sulle onde sonore, migliorando la localizzazione spaziale e la separazione tra canali L e R rispetto a una semplice coppia AB.

Principio acustico

Il disco introduce:

Differenze di livello (ILD) → dovute alla schermatura del disco.

Differenze di tempo (ITD) → dovute alla distanza tra microfoni.

Queste due differenze, combinate, generano un’immagine stereo simile alla percezione binaurale naturale, ma senza bisogno di equalizzazione o di testa artificiale.

Risultato: suono spaziale naturale, ma compatibile anche con diffusori stereo (non solo cuffie).

Ascolto

•In cuffia → effetto immersivo e tridimensionale: i suoni sembrano provenire da davanti, dietro o sopra la testa.

•In diffusori → il vantaggio si riduce, ma la scena stereo resta ampia e coerente.

TUMTUM Studio adotta questo sistema per registrazioni acustiche (chitarra, cori), VoiceOver immersivi (spaziali e ASMR) e per registrazioni di musica classica.

(Nella foto il disco di Schneider del TUMTUM Studio con due microfoni stereo pair – Neumann U89 – in configurazione omnidirezionale).

 

Configurazione AB

In configurazione AB i microfoni sono posti tipicamente da 40cm a 2 metri di distanza tra loro, a seconda del campo sonoro che si vuole catturare. Anche questa configurazione si basa sulla differenza di tempo di arrivo (ITD) tra i due microfoni. L’immagine stereo nasce quindi solo dal ritardo temporale del suono tra sinistra e destra, e non anche dalle differenze di intensità (ILD) dovute al disco interposto che agisce come testa. Questo aiuta l’orecchio a localizzare com maggiore precisione la posizione delle sorgenti. L’AB inoltre ha minore compatibilità mono rispetto alla configurazione con disco interposto.

(Nella foto coppia in configurazione AB).

Applicazioni del disco di Schneider

•Registrazioni di musica acustica (classica, jazz, ambienti naturali).

•Realtà virtuale (VR) e video 360°.

•ASMR* e produzioni immersive.

•Studi di psicoacustica e ricerca sul suono spaziale.

Risultato sonoro

•Scena stereo ampia ma coerente, con un centro ben definito.

Profondità realistica e buona compatibilità mono.

Timbro naturale, specialmente con microfoni di alta qualità in omni (es. Neumann U89, Schoeps MK2, DPA 4006).

•Ideale per registrazioni di musica acustica e classica in buone acustiche (chiese, sale da concerto, studi naturali), oltre che audio ASMR*.

 

*(ASMR è l’acronimo di “Autonomous Sensory Meridian Response“, che si traduce in italiano come “risposta sensoriale meridiana autonoma”. Si riferisce a una sensazione di formicolio piacevole e rilassante che parte dal cuoio capelluto e si diffonde lungo il corpo in risposta a specifici stimoli visivi o uditivi, come sussurri o suoni delicati).

Esempi di suoni ASMR

 

L’esempio per eccellenza: le forbici

In rete potete trovate moltissimi esempi ASMR. Buon ascolto!

R.B.


Gli articoli del TUMTUM Studio già pubblicati li puoi leggere nella sezione Curiosità Sonore del sito.

  • Transistor o Valvolare?
  • Il fischio: perché il suo timbro è uguale per tutti?
  • Le Estensioni Vocali
  • Il Boom Sonico
  • Il Suono e il Rumore
  • Levitazione Acustica
  • Le Cuffie Chiuse e Aperte
  • Le Pause
  • L’Orecchio Assoluto e Relativo

 

Gli argomenti di Curiosità Sonore sono presentati in modo semplice e accessibile, con l’intento di stimolare la curiosità del lettore e invogliarlo ad approfondire il tema.

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